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Circolo PRC Caprarola

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LUCI SU CAPRAROLA

novembre 20th, 2009

LUCI SU CAPRAROLA

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DOSSIER: E tu…cosa stai bevendo?

novembre 12th, 2009

 E’ ON LINE IL DOSSIER COMPLETO SULLO STATO DELLE ACQUE DEL LAGO DI VICO E SUI RISCHI CHE SI CORRONO NEL BERE O NEL CUCINARE CON L’ACQUA CHE ESCE DAI NOSTRI RUBINETTI, ACQUA PRELEVATA DAL BACINO IDRICO DEL LAGO DI VICO.

Lago di Vico

RICORDIAMO che la questione è finita in discussione in Parlamento, dove è stata presentata un’interrogazione parlamentare in attesa di risposta al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Questo dossier è a cura del “Circolo Legambiente Lago di Vico” e delle singole persone che hanno a cura il problema e si sono interessate alla questione, documentandosi e contribuendo alla stesura del dossier.

Legambiente

Per leggere il dossier completo cliccate sul link qui sotto. Buona lettura…

—->  DOSSIER COMPLETO  <—-

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Riprendersi il futuro!

novembre 12th, 2009

Manifesto

Il Circolo PRC Caprarola sostiene la manifestazione nazionale del sindacato CGIL indetta per sottolineare il fatto che il peggio della crisi non è affatto alle nostre spalle, come sanno bene i lavoratori e i territori che ne sono pesantemente colpiti.

In Italia, nell’ultimo trimestre 2008, nelle regioni centro settentrionali è cresciuta la disoccupazione, mentre in quelle meridionali, vi è stata un’emorragia di occupati; nel Paese il tasso di disoccupazione del secondo trimestre 2009 risulta essere al 7,4%, sulla popolazione attiva. In questo modo si potrebbero determinare le condizioni per un aumento di un milione in più di disoccupati.Grandi gruppi industriali, inoltre, sono a rischio di chiusura per le politiche speculative dei padroni (vedi il caso dei diecimila lavoratori del Gruppo Eutelia/Agile/Phonemedia, che oltre alla minaccia dei licenziamenti hanno subito in questi  giorni, presso la sede di Roma, una vile aggressione squadrista). La FIAT si rifiuta di presentare il piano industriale e stabilimenti, come quello di Pomigliano, vanno in cassa integrazione straordinaria.

Ci battiamo per:  

Bloccare i licenziamenti per i prossimi 36 mesi.

Contrastare le delocalizzazioni, prevedendo che le imprese che delocalizzano siano tenute a restituire tutti i contributi e sostegni economici ricevuti.

Generalizzare gli ammortizzatori sociali superando gli elementi di divisioni tra lavoratori con diverso rapporto di lavoro.

Riformare radicalmente l’indennità di disoccupazione ed istituire il salario sociale per i disoccupati.

Rilanciare il contrasto alla precarizzazione dei rapporti di lavoro e alla legge 30, superando la distinzione fittizia tra lavoro subordinato e parasubordinato.

Costruire strumenti d’intervento pubblico per la riconversione ecologica dell’economia.

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Le luci de Lo Deritto…

novembre 9th, 2009

 

Caprarola

 

Molti di voi avranno notato con quale anticipo quest’anno sono comparse a Caprarola le luci natalizie che tradizionalmente illuminano il centro storico nei giorni di festa. Dietro quelle luci, simbolo della gioia natalizia e del calore della festa, si nasconde tuttavia la tristezza di un paese vuoto, in cui le luci stanno a fare da cornice a un centro storico pieno di niente. Ormai da molti anni Caprarola sembra un paese fantasma. Passeggiando nel centro storico si ha come l’impressione di trovarsi in un paese di frontiera del profondo West americano.

Strade vuote, niente iniziative che possano rivitalizzarlo (al di fuori dei pochi giorni estivi della Sagra della Nocciola), niente centri ricreativi per i giovani del luogo, pochissimi turisti che, spinti dalla curiosità, si fermano solo a visitare il Palazzo Farnese per ripartire subito dopo.

Nel centro di Caprarola si può vedere tutti i giorni solo un lento procedere di persone che dalle loro abitazioni escono a fare qualche compera per farvi ritorno venti minuti dopo. Molto spesso queste persone sono quelle più anziane, rimaste ad abitare le vecchie case del paese, che comprano nei negozi del centro solo per ragioni di comodità e di vicinanza. Anche le nuovissime pavimentazioni del centro sono vissute e ammirate solamente dalle poche decine di persone che si trovano ad abitarvi nei pressi.

Di fronte ad altri paesi che riescono a valorizzare al massimo una piccola fontana, una semplice curiosità, una leggenda paesana, una filiera economica, Caprarola (unica nella Tuscia e in tutto il Lazio per il suo patrimonio artistico e naturale) non riesce a trasformare le sue ricchezze in prospettive di crescita economica, culturale e civile. Non sono pochi i nostri compaesani che, volendo aprire un’attività commerciale, l’hanno fatto in altri paesi più o meno lontani. Non sono pochi i nostri giovani che, scoraggiati dalle scarse prospettive lavorative e professionali, si allontanano per studiare e non fanno più ritorno dove sono cresciuti. Non sono pochi quelli che, volendo metter su famiglia, si ritrovano a cercare un’abitazione fuori dal nostro paese.

L’impressione che si ricava parlando con i cittadini di Caprarola, più o meno giovani, è quella di un paese rassegnato; di un paese che è pienamente consapevole della mancanza di qualcosa ma che, per abitudine, per mancanza di volontà, per inerzia dei nostri amministratori, per sfiducia, non riesce a capire cosa realmente manchi e, di conseguenza, a far fronte a questa mancanza. Ci permettiamo, quindi, di esprimere un parere che, ne siamo sicuri, sarà anche quello di molti dei nostri concittadini.

Partiamo dalla principale ricchezza di Caprarola: la coltivazione delle nocciole. Quella delle nocciole, oltre ad essere una fonte di reddito immediato, potrebbe diventare una vera risorsa da sfruttare meno intensamente e più “a lungo termine”. Infatti, per quello che riguarda gli agricoltori di Caprarola, il loro ruolo nella filiera economica è solo quello relativo alla raccolta-vendita. Sono molto scarsi gli esempi e i tentativi di “trasformazione” del prodotto. Inoltre, quei pochi tentativi che ci sono, invece di essere incentivati a livello istituzionale, vengono lasciati al coraggio di singole persone disposte a rischiare e ad investire nel prodotto trasformato. Lasciamo aperta la discussione…

Sempre in tema di agricoltura e natura, ormai da diversi anni la Riserva Naturale del Lago di Vico non gode più di ottima salute. Proprio i prodotti chimici dati ai noccioli (concimi, fitofarmaci, fertilizzanti) utilizzati in modo non regolamentato ed eccessivo sono i principali responsabili dello stato di inquinamento delle acque, recentemente finito in discussione perfino in Parlamento data l’urgenza di intervenire in questo senso. A risentirne non è soltanto l’ecosistema vicino al bellissimo Lago di Vico, ma soprattutto la salute delle persone che bevono e cucinano con quelle acque. Di qui a pochi anni potremmo in un colpo solo perdere una risorsa naturalistica, turistica ed economica e, in modo irreversibile, la salute dei cittadini di Caprarola che possono ammalarsi a causa delle microcistine, “potenzialmente tossiche”, contenute nell’acqua.

Vi siete mai chiesti, inoltre, perché tutti conoscono la nocciola piemontese e nessuno quella di Caprarola e della Tuscia? La risposta è semplice: perché puntare solo sulla quantità porta al reddito immediato ma sempre più ridotto, all’utilizzo indiscriminato di prodotti chimici, alla distruzione e all’infertilità dei terreni, all’essere schiacciati dalla concorrenza straniera e alla fine prematura di un’economia basata interamente sulla monocoltura della nocciola! La nocciola piemontese, invece, è conosciuta nel mondo per la sua qualità, per il marchio doc e per tutto un sistema di marketing, promozione e trasformazione del prodotto che vi ruota intorno. Anche qui lasciamo aperta la riflessione…

In terzo luogo, potremmo sottolineare come il patrimonio paesaggistico e artistico di Caprarola sia di inestimabile valore e come tale potrebbe essere utilizzato come risorsa e attrazione turistica. Il Palazzo Farnese, ricco di storia e di leggenda, le numerose chiese di inestimabile valore, il centro storico caratteristico con i suoi borghi e le sue vie scavate nel tufo dovrebbero essere rivissuti dai turisti e dai cittadini stessi di Caprarola. L’unico evento che vede il centro storico protagonista è la tradizionale e attrattiva Sagra della Nocciola che, però, riempie solo 5 giorni su 365! Rivitalizzare il centro storico non significa solo rifare i pavimenti, ma riviverlo con iniziative costanti, visite guidate, promozione a livello regionale e nazionale, organizzando (è solo una delle tante proposte possibili) una fiera del turismo, perché no, proprio a Caprarola, oppure coinvolgendo le scuole della zona, o ancora istituendo un tavolo permanente sul turismo con la partecipazione anche dei cittadini di Caprarola.

Infine veniamo a quella che, forse, costituisce la vera, inesauribile risorsa di Caprarola: i nostri giovani. Chi è alla guida del nostro paesino si è mai chiesto che cosa si può fare per i ragazzi di Caprarola? Forse no, dal momento che, come dicevamo, molti ragazzi sono costretti ad andare lontano per studiare, lavorare, costruirsi un futuro, senza fare più ritorno nel paese dove sono cresciuti. Gli unici spazi a disposizione dei giovani sono ormai solamente i bar di Caprarola: le strutture che potrebbero interessare le attività giovanili sono fatiscenti o del tutto mancanti. Ci è capitato proprio in questi giorni di parlare con delle ragazze che sono costrette a giocare a pallavolo fuori dal paese per mancanza di strutture idonee e questo è solo un esempio delle difficoltà che trovano i nostri giovani. Qui le proposte da avanzare sarebbero veramente tante: da strutture sportive adeguate, a un centro polivalente dove le associazioni già presenti in paese (o i singoli ragazzi) possano ritrovarsi riempiendolo con iniziative di vario genere; da un servizio bibliotecario efficiente e aggiornato, a un centro informatico pubblico con connessione veloce (visto che la provincia mette anche a disposizione soldi pubblici a questo scopo…); dalla copertura ADSL su tutto il paese (sempre promessa in campagna elettorale) a una consulta giovanile da affiancare al consiglio comunale, fino al bilancio partecipato, già presente in molti paesi d’Italia. Le proposte sarebbero veramente infinite e troviamo sinceramente incomprensibile e miope l’immobilismo di chi dovrebbe provvedere o, quantomeno, dare l’impulso a tutto questo!

Naturalmente, queste sono solo alcune delle tante cose di cui Caprarola avrebbe bisogno per rinascere. Sperando di aver lanciato un sasso nella giusta direzione, auspichiamo che anche i cittadini di Caprarola, diretti interessati a queste problematiche, ci riflettano sopra e che, a partire da qui, si possa avviare un dibattito pubblico, un percorso diverso, una svolta se possibile, cosicché le lucine di natale tornino ad illuminare qualcosa più del niente che c’è ora!

Circolo PRC Caprarola

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Guai giudiziari in arrivo per il Comune di Fabrica

novembre 9th, 2009

Cosa succede vicino a Caprarola…?

Fabrica di Roma

GUAI GIUDIZIARI IN ARRIVO PER IL COMUNE DI FABRICA.

A Fabrica è l’anarchia del mattone… un paese, il nostro, tra i pochissimi in Italia a non aver ancora mai avuto un piano regolatore: un ritardo, quello fabrichese, di una quarantina d’anni.

In questo contesto le costruzioni sorgono ovunque, capanni agricoli e magazzini sono trasformati in ville, gli scarichi fognari nella nuda terra, Le condotte idriche non reggono l’aumento del fabbisogno e saltano.
Il paese ha raddoppiato la sua popolazione in pochi anni, superando oggi i 9mila abitanti e di pari passo sono diminuiti i servizi e la qualità della vita.
Ora qualunque amministratore pubblico si metterebbe le mani nei capelli, chiunque tranne la maggiornaza in Consiglio Comunale, che ha pensato invece a bloccare l’iter (già lentissimo) del piano regolatore in Regione, per proporre una variante, ha pensato cioè di eccepire ad un piano che ancora nemmeno c’è… ma il punto è un altro.

Può capitare che uno o due consiglieri risultino ‘casualmente’ interessati da una variante… non che lo siano tredici su diciassette come accaduto a Fabrica… chissà se poi andiamo a verificare le parentele fino al quarto grado, come prescrive la legge…

Promuovore una variante non significa ’solo’ spendere migliaia di euro per il progetto (19 mila dicono in Comune) e altre migliaia in lavoro che compete agli uffici, alle commissioni e al Consiglio. In realtà il peso economico (diretto e indiretto) di una variante è enormemente maggiore.

Il tiro è che novemila paghino l’urbanizzazione primaria, le strade, i servizi, per uno ‘finto sviluppo’ che ‘casualmente’ coincide col portafoglio di quasi tutto il Consiglio Comunale e di qualche ‘amico’…
Non solo tranne un consigliere di minoranza, che correttamente non ha votato perchè personalmente interessato, la maggiornaza è rimasta al suo posto e ha votato un atto illegittimo.

Già così è visto che rispettando la legge, i 13 interessati avrebbero dovuto tutti assentarsi dalla votazione, comportando con ciò la mancanza il numero legale e l’impossibilità di approvare l’atto.

I consiglieri e gli assessori del Comune di Fabrica, almeno quelli che hanno votato l’atto, risponderanno probabilmente ad un magistrato della loro condotta, nel frattempo le risposte più dignitose che possono fornire ai 9mila fabrichesi che stanno a guardare, sono le immediate dimissioni di tutti coloro che hanno votato l’atto, cosa che visti i numeri in questione vuol dire praticamente lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Vergogna.

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ALGA TOSSICA: Caprarola e Ronciglione finiscono in Parlamento!

novembre 6th, 2009

LAGO DI VICO, ALGA TOSSICA

 

LAGO DI VICO

Interrogazione a risposta scritta 4-04333

Presentata da

DOMENICO SCILIPOTI

Lunedì 28 settembre 2009, seduta n.221

 

Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Per sapere,  premesso che:

il Lago di Vico, zona umida di protezione speciale, per la sua bellezza e per le sue acque rappresenta un patrimonio naturalistico ed una risorsa per l’intera provincia di Viterbo, in uso particolare per i Comuni di Ronciglione e Caprarola che ne utilizzano le acque anche per uso potabile;

il suo ecosistema presenta delle criticità, ormai ben note da alcuni anni e attualmente in fase di peggioramento (processo di eutrofizzazioni), che necessitano di soluzioni efficaci, definitive e non più rimandabili;

le acque di questo lago, a causa della sua origine vulcanica sono ricche di arsenico, un elemento classificato come cancerogeno dalla Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) e presentano da qualche anno periodiche fioriture di un’alga denominata Plankthotrix Rubescens (alga rossa);

la Plankthotrix Rubescens (alga rossa) produce una microcistina dannosa per la salute delle persone ma anche per la flora e la fauna ittica lacustre;

questa microcistina è classificata, sempre dall’I.A.R.C., come elemento cancerogeno di classe 2b;

lo sviluppo dell’alga Plankthotrix Rubescens è favorito dalla presenza di composti azotati e fosfati che le fanno da nutrimento e che possono derivare dalla presenza di scarichi civili abusivi come da pratiche agricole inidonee che utilizzano eccessivi quantitativi di sostanze fertilizzanti e fitofarmaci;

l’area circostante il lago è, tra l’altro, adibita in gran parte alla produzione di nocciole;

come DOCUMENTATO SCIENTIFICAMENTE, gli effetti delle microcistine  sulle persone e gli animali possono essere così riassunti:

a) epatotossicosi acuta, per ingestione diretta;

b) polmoniti allergiche ed epatotossicosi, se respirate, ad esempio, nel corso di attività ricreative e sportive in sistemi, idrici e non, contaminati da alghe in fase di fioritura;

c) promozione di tumori, se ingerite in dosi sub-acute per diverso tempo (tumori epatici, gastrointestinali, epiteliali);

l’esposizione alle microcistine può verificarsi anche:

a) attraverso l’ingestione di acqua potabile contaminata da alghe in fase di fioritura;

b) tramite la balneazione;

c) tramite l’inalazione di aerosol durante attività ricreative in prossimità delle aree di fioritura dell’alga;

d) con l’assunzione di alimenti trattati e realizzati con acque contaminate (la microcistina non è termolabile);

e) durante i trattamenti di emodialisi;

La fauna ittica che vive nel bacino e negli invasi contaminati è anch’essa esposta alle microcistine, e ne viene contaminata a sua volta

 Gli animali che vivono in allevamenti, nel caso vengano abbeverati con acque contaminate dalle microcistine, ne vengono contaminati a loro volta;

Le specie vegetali, qualora vengano irrigate con acque contaminate dalle microcistine , ne vengono contaminate a loro volta;

La flora e la fauna, una volta contaminate da queste microcistine, possono divenire ulteriori vettori di esposizione per le persone in quanto entrano a far parte della catena alimentare;

L’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde, sezione di Viterbo, ha promosso un incontro scientifico il 20 gennaio 2009 sul tema “L’ecosistema del lago di Vico: problematiche generali in relazione alla potabilità e salubrità delle sue acque”.

A questo incontro sono intervenuti in qualità di relatori: la dottoressa Milena Bruno dell’Istituto Superiore di Sanità; il professor Giuseppe Capelli e il professor Roberto Mazza del dipartimento di Scienze Geologiche dell’Università degli Studi “Roma Tre”, responsabili dello studio sullo stato idrogeologico delle acque del lago di Vico (2007); il professor Giuseppe Nascetti, ordinario di Ecologia, prorettore dell’Università della Tuscia; la dottoressa Elisabetta Preziosi, ricercatrice dell’Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA-CNR); il dottor Mauro Mocci, del Coordinamento dell’Alto Lazio dell’Isde e la dottoressa Antonella Litta, referente per Viterbo dell’Isde;

da questo incontro sono emerse precise indicazioni circa gli interventi urgenti da avviare per il risanamento del lago e a garanzia della salubrità delle sue acque destinate a consumo umano, consistenti in:

a) nel monitoraggio più intenso e costante dello stato delle acque, della flora e della fauna, e soprattutto della microcistina nelle acque destinate a consumo umano;

b) nel più corretto ed appropriato uso dei potabilizzatori degli acquedotti comunali, che devono essere dotati di sistemi e filtri adatti ad eliminare i diversi e possibili inquinanti, come l’arsenico, i pesticidi e la microcistina tossica prodotta dall’alga rossa;

c) nell’individuazione di fonti alternative di approvvigionamento idrico, ad esempio pozzi;

d) nell’avvio immediato delle più corrette pratiche agricole che prevedano la riduzione sostanziale dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci

e) nell’eliminazione di eventuali scarichi fognari abusivi;

Non esistono dati certi, relativi ai processi di potabilizzazione e monitoraggio delle acque provenienti dal Lago di Vico e destinate all’approvvigionamento idrico dei cittadini di Caprarola e Ronciglione.

I cittadini di Caprarola e Ronciglione vivono in uno stato di grande preoccupazione per la propria salute.

L’Onorevole Scilipoti chiede:

QUALI iniziative intendano prendere i Ministri interrogati, per acquisire tutte le informazioni relative agli interventi finora intrapresi al fine di assicurare piena pubblicità alle notizie concernenti lo stato ambientale del Lago di Vico, zona di protezione speciale, e per garantire la conservazione di questa importante zona umida italiana;

SE e quali disposizioni siano state emanate per impedire l’ulteriore peggioramento delle condizioni delle acque del lago e quindi della qualità delle acque che vengono consumate dai residenti nei comuni di Ronciglione e Caprarola sin dalla prima segnalazione della presenza dell’alga;

QUALI misure e dispositivi siano stati utilizzati per eliminare la microcistina dalle acque utilizzate nei pubblici esercizi comunali, in particolare nei comuni di Ronciglione e Caprarola;

QUALI misure e dispositivi siano stati utilizzati per eliminare la microcistina dalle acque utilizzate dalle scuole e dall’ospedale di Ronciglione;

SE di questa situazione sia stata informata adeguatamente la popolazione, come previsto dalla vigente normativa e, quindi, se siano stati rispettati ed attuati in modo corretto il comma 3 dell’articolo 5 e il comma 4 dell’articolo 10 del decreto-legge n.31 del 2 febbraio 2001 “Attuazione della direttiva 98/83 CE relativa alla qualità delle acque destinate a consumo umano”;

SE sia noto quali siano i risultati del monitoraggio, sulla concentrazione di microcistina, nelle carni dei pesci di più largo consumo alimentare e soggetti a vendita, dalla prima segnalazione della presenza dell’alga Plankthotrix Rubescens ad oggi.

(4-04333)

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Peppino Impastato: Caprarola torna sui giornali per qualcosa di buono!

ottobre 27th, 2009

 

FINALMENTE Caprarola torna sulla stampa locale per qualcosa che non riguarda i suoi innumerevoli problemi. Stavolta non si parla di mancanza di servizi, di raccolta dei rifiuti, nè dell’inquinamento delle nostre acque! Stavolta si parla dei cittadini di Caprarola e di ciò che di buono insieme riescono a fare!

Riportiamo l’articolo da Tusciaweb:

 Peppino Impastato

CAPRAROLA: Impastato, raccolte 360 firme

La campagna  lanciata da Tusciaweb va avanti attraverso i gruppi che, spontaneamente, hanno aderito all’iniziativa.

Tra questi anche il circolo Rifondazione Comunista di Caprarola , che ha fondato su Facebook un gruppo ad hoc per raccogliere adesioni. Finora, nei suoi pochi giorni di vita, si sono iscritte 72 persone. Ma l’attività del circolo Prc non si è limitata al social  network.

Oltre alla propaganda sul web, i sostenitori della campagna  hanno organizzato, domenica 25 ottobre, una petizione da presentare al sindaco del paese per richiedere l’intitolazione di una via a Peppino Impastato.

Più di 350 le firme raccolte in tredici ore, dalle 7 alle 20. Ma la petizione non si è ancora chiusa. Chi vuole aderire è ancora in tempo per farlo. Basterà rivolgersi ai membri del circolo Prc, che hanno già fissato la “seconda tranche” della petizione per l’8 novembre.

“Quando avremo raggiunto la soglia delle 500 firme – annuncia su Facebook Simone Olmati, uno dei membri del circolo Prc Caprarola  – le presenteremo ai nostri amministratori, che a quel punto non potranno ignorarci. Chiunque desideri aiutarci, intanto, può comunque iscriversi al gruppo Facebook “Anch’io sono Peppino Impastato – Caprarola”.

 

Guarda anche VIDEO: Peppino Impastato: una vita contro la mafia

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Circolo PRC Caprarola contro la mafia: “Anche noi siamo Peppino Impastato”

ottobre 21st, 2009

Peppino Impastato

 

Il Circolo PRC Caprarola aderisce alla campagna nazionale lanciata dal quotidiano online Tusciaweb, in seguito alla scandalosa decisione del sindaco leghista di Ponteranica (BG) di togliere una targa dedicata a Peppino Impastato.

L’iniziativa “Anch’io sono Peppino Impastato” si propone di sollecitare le amministrazioni comunali di tutta Italia ad intitolare una via o promuovere una iniziativa in onore di Peppino Impastato, giornalista ucciso dalla mafia a Cinisi, il 9 maggio del 1978.

La partecipazione dei cittadini è di fondamentale importanza per il successo dell’iniziativa. Per questo il Circolo PRC di Caprarola si farà promotore di una campagna di sensibilizzazione online e di azioni pratiche quali raccolte di firme in ogni sede e informazione della cittadinanza sulla figura di Peppino Impastato e sulle sue lotte.

Già molti comuni del viterbese hanno aderito alla campagna promossa da Tusciaweb (Viterbo, Canepina, Soriano, Corchiano, Vignanello, Orte, Civita Castellana…). Non vogliamo che il nostro Comune rimanga insensibile e i nostri amministratori indifferenti!

Per questo motivo rivolgiamo un appello alla cittadinanza caprolatta per sollecitare l’amministrazione a prendere una posizione, perchè la lotta alla mafia va oltre i colori e l’opportunismo politico.

COSA FARE:

  • per chi ha una pagina personale su Facebook iscriversi alla pagina con la quale coordineremo le varie iniziative e che si chiama “ANCH’IO SONO PEPPINO IMPASTATO – CAPRAROLA”;
  • diffondere l’iniziativa e le adesioni alla campagna a tutti i contatti, i conoscenti e gli amici;
  • firmare l’appello, nelle sedi che verranno comunicate via internet o personalmente, per chiedere al Sindaco di Caprarola di intitolare una via o promuovere un evento su Peppino Impastato;
  • inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica del sindaco non appena ne verremo a conoscenza, visto che sul sito del Comune di Caprarola non compaiono i contatti mail. L’indirizzo di posta sarà comunicato A TUTTI quanto prima!

Il testo della mail da inviare, non appena sarà disponibile l’indirizzo di posta elettronica del Sindaco è il seguente:

 

Caro sindaco,

Ho aderito all’iniziativa “Anch’io sono Peppino Impastato!” lanciata in Italia dal quotidiano on line Tusciaweb. E che vede la partecipazione attiva di migliaia di persone.

Il sindaco di Ponteranica ha voluto togliere a una biblioteca il nome di Peppino Impastato, straordinaria persona che combatté la mafia in Sicilia e per questo fu assassinato.

Credo che fatti del genere ci tocchino tutti trasversalmente, come cittadini di questa Repubblica.

Per questo ritengo che vada data una risposta forte, univoca e inequivocabile. Per questo le invio la richiesta affinché una strada, una piazza, un evento nel nostro comune sia dedicato a Peppino Impastato.

Dedicare una via, una piazza, un luogo pubblico o un evento a Peppino Impastato significherebbe mantenere vivo il suo ricordo contro chi cerca di cancellarlo. Ieri come oggi. Significherebbe custodire gelosamente la memoria di chi è stato assassinato dalla mafia e contro di essa si è battuto a viso aperto.

La ringrazio della sua attenzione.

Firma

 

RINGRAZIAMO ANTICIPATAMENTE TUTTI PER LA PARTECIPAZIONE!

Circolo PRC Caprarola

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Mostra su Luigi Einaudi, un presidente a Caprarola

ottobre 18th, 2009
Luigi Einaudi

Luigi Einaudi

Da Tusciaweb:

 

Caprarola ricorda Luigi Einaudi.

Lo fa con una mostra ed un Convegno dedicati alla figura del primo Presidente eletto della Repubblica, che nella cittadina viterbese soggiornò a lungo durante il proprio settennato, dal 1948 al 1955. L’iniziativa, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è promossa dal Comitato Caprarola per Luigi Einaudi, d’intesa con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma,  Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, le Università Sapienza di Roma e della Tuscia a Viterbo, e le Fondazioni Luigi Einaudi di Roma e di Torino.

Sabato 10 ottobre, con inizio alle 9,30, si terrà infatti a Palazzo Farnese, nella Sala del Mappamondo, il convegno di studi incentrato sulla complessa personalità di Luigi Einaudi, nelle vesti di studioso e statista nonché Governatore della Banca d’Italia. All’incontro, articolato in due sessioni, partecipano Francesco Forte, Riccardo Faucci, Vincenzo Atripaldi e Piero Barucci, cui sono affidati gli interventi della prima mattinata; Domenico Da Empoli, Valerio Zanone, Nicola Acocella, Giuseppe Garofalo, Alberto Baffigi e Valeria Della Valle saranno invece i relatori dei contributi in programma nella seconda parte.

I temi oggetto del convegno ruotano intorno all’eredità morale dell’ex Presidente e ai suoi insegnamenti in campo economico e finanziario, non trascurando “convergenze e divergenze” con un altro grande economista italiano quale fu Federico Caffè.

A conclusione dei lavori è previsto un dibattito, in cui sono annunciate le presenze di Giuseppe Amari e Ignazio Visco.

Alle 15,00, nella Sala dei Cigni e in quella della Vergine dell’Unicorno, avrà invece luogo l’inaugurazione della mostra “Lessico Familiare”, a cura di Anna Paolelli, presidente del Comitato Caprarola per Luigi Einaudi, Anna Maria Affanni, ex Soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Rieti e  Viterbo, e Roberto Einaudi, per la Fondazione Luigi Einaudi, che ne sono stati promotori ed ispiratori in virtù di un protocollo d’intesa siglato nei mesi scorsi dai tre soggetti istituzionali.

L’allestimento, basato su pannelli per un totale di un centinaio tra immagini e documenti, propone fotografie, articoli di giornale e scritti dell’epoca, testimonianze della dimensione familiare delle vacanze e degli “ozi domestici” di Luigi Einaudi nei giardini e nel parco di Palazzo Farnese a Caprarola.

Una dimensione che ne spiega anche le ragioni della scelta: il Palazzo, con il relativo Villino del Vignola, o Palazzina del Piacere, era infatti disabitato da molti anni e in uno stato di abbandono che si estendeva al parco e alle fontane. La decisione di farne una residenza ufficiale lontano dal Quirinale fu quindi anche strumentale all’avvio dei numerosi lavori di restauro.

La possibilità di restituire il complesso architettonico al suo antico splendore rientrava infatti tra gli obiettivi perseguiti da Luigi Einaudi e da sua moglie Donna Ida, da sempre impegnati nella difesa dei monumenti e del paesaggio.

Il Presidente frequentò Caprarola soprattutto nei periodi tra maggio ed ottobre, da cui la definizione, forse impropria, di semplice “residenza estiva”. Palazzo Farnese fu invece anche sede di incontri di natura istituzionale, tra cui – ad esempio – quello che consentì di uscire dalla crisi di governo nell’estate del ’53, quando, dopo le dimissioni di De Gasperi e i tentativi rimasti senza successo da parte di Attilio Piccioni nel formare un nuovo gabinetto, le consultazioni che si tennero proprio a Caprarola portarono all’incarico, prima, e alla relativa nomina poi, di Giuseppe Pella.

Cinque le sezioni di cui si compone la mostra: la prima è dedicata ai Lavori di Restauro nella Casina del Piacere, la seconda al Progetto di sistemazione dell’impianto idrico delle fontane, la terza ai Momenti Istituzionali, la quarta alla Dimensione familiare, mentre la quinta è imperniata sulla figura di Luigi Einaudi a Caprarola.

La mostra, che resterà aperta fino al prossimo 20 dicembre 2009, è corredata da un video- documentario, che ha per tema l’eredità di Luigi Einaudi ed è messo a disposizione dalla Fondazione che ne porta il nome, e da tre filmati realizzati dall’Istituto Luce: “Caprarola attende il Presidente” (17/07/1948), “Einaudi a Caprarola” (15/10/1948), “Einaudi con la moglie e i nipotini nella residenza estiva di Caprarola” (15/10/1948).

Al termine della giornata è in programma una visita guidata al Palazzo e al Parco-giardino del Vignola, oltre ad un concerto del Terzetto Classico Italiano.

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Nocciole, una produzione da tutelare

ottobre 17th, 2009

 

Segnaliamo un articolo comparso qualche giorno fa su Viterbo Oggi:

 

La reazione della Provincia dopo le dichiarazioni del governo turco:

“La produzione nazionale delle nocciole va tutelata”. Il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli interviene così dopo le dichiarazioni fatte dal governo turco che hanno fatto scattare la reazione dei produttori locali di nocciole.

“Il 10 ottobre scorso – dice Mazzoli – i produttori si sono riuniti a Caprarola per cercare di analizzare la situazione e trovare strategie alternative. Mi rendo conto che la situazione è davvero pesante per questo abbiamo deciso di fare quanto in nostro potere per tutelare la produzione”.

La preoccupazione maggiore dei produttori – alla riunione erano presenti sia i rappresentanti delle OP (organizzazioni produttori) Lazio sia quelli del Piemonte – riguarda le recenti dichiarazioni del ministro turco Mehdi Eker sulla nuova strategia del governo, adotta con decreto legislativo del 15 luglio 2009. In particolare il ministro ha annunciato che con la Tmo (Turlish grain board) non farà più acquisti di nocciole ritirandole dal mercato e darà un sussidio ai produttori sulla paese dell’estensione dell’azienda agricola. Sussidio pari a 700 euro a ettaro. Il risultato si questa strategia secondo il governo turco sarà la protezione della produzione locale e il blocco della concorrenza, in modo che i prezzi si formeranno sul mercato libero e la produzione dei paesi concorrenti perderà la sua attrattività.

“E’ evidente – dice ancora Mazzoli – che questa strategia produrrà uno svantaggio enorme per tutti produttori italiani compresi quelli della Tuscia. Per questo interverremmo presso la Regione Lazio, Campania, Sicilia e Piemonte e presso il Mipaf e la Commissione europea per la tutela dei nostri agricoltori, cercando di fare pressione affinché vengano prese iniziative di sostegno economico rapportate ai livelli europei dei costi di produzione e garanzia per la produzione locale e nazionale.

Nocciole

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